Mauro Carac

Il mio nome è Mauro Caracuzzo e da alcuni anni mi firmo Mauro Carac, ma come facevano certi pittori giapponesi del passato, forse un giorno cambierò pseudonimo, assecondando i mutamenti dell’esistenza, dello stile pittorico e delle esperienze artistiche. Sono nato a Roma nel 1963.

foto di Mauro Carac
Mauro Carac

Dipingo fin da bambino, in bilico tra incertezza ed entusiasmo, con un unico scopo: provare ad immergermi in certe zone profonde e misteriose della creatività.
Con l’arte inseguo idee e immagini ed entro in simbiosi con esse.

Seguo la lezione della grande Storia dell’Arte, ed alcuni artisti sono per me fari, luce, punti di riferimento essenziali.
Penso spesso a Bocklin: immergendomi nelle sue opere, ho imparato che l’immaginazione può essere implacabile, a volte incontrollabile; mi ha fatto capire che un pittore è un uomo in viaggio ed è in viaggio per scoprire qualcosa.
Allo stesso modo penso a Hokusai, che  mi ha insegnato che il pennello è un prolungamento del corpo e che la mano può dipingere veloce e sicura quando è guidata dalla concentrazione spirituale.

Nella mia vita artistica, pittura, ceramica, illustrazione e fotografia, si sono incrociati, contaminati. Sono attratto con la stessa passione dall’astrazione, dalla materia, dalla figura, e questo mi fa sentire in bilico come fossi sul nastro di Moebius, dove non c’è un vero inizio e mai una vera fine.

Per me, il campo di azione dell’Arte è la conquista rigorosa di ogni immagine.