Tra arte e fumetto: Roy Lichtenstein a Torino

15 Dicembre 2014 | commenti: 0
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Alla GAM di Torino, fino al 25 gennaio, 235 opere dell’artista newyorkese, alcune delle quali mai uscite dalla sua casa e molte per la prima volta in Italia: disegni, studi, bozzetti, collage, dai primi anni quaranta al 1997.

 

A contribuire al catalogo della mostra i maggiori musei del mondo come la National Gallery di Washington, il Museum of Modern Art e il Whitney Museum di New York, l’Art Institute di Chicago. Ma si è mobilitata anche la Roy Lichtenstein Foundation per l’occasione. Inoltre prestiti sono giunti anche da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.

 

Il percorso si compone dunque di disegni, dipinti di grandi dimensioni e una raccolta di fotografie che documenta l’intero percorso artistico di Roy Lichtenstein, protrattosi dagli inizi degli anni ’40 fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1997.

 

Roy_Lichtenstein-300x300La mostra getta così uno sguardo su un’attività lunga decenni; dalla prima mostra personale di Lichtenstein che si tenne a New York nel 1951 alle committenze di grandi opere pubbliche degli anni successivi, passando per l’affinamento di una tecnica grafica che includeva nella sua realizzazione alcuni codici visivi fino ad allora usati solo nel fumetto e nella pubblicità commerciale.

 

La mostra Roy Lichtenstein a Torino è curata dal direttore della GAM Danilo Eccher.

 

 

“Drawing is the basis of my art. It is where my thinking takes place. It is a big part of my painting. The paintings are always the same, only larger. But they may not get at all better. I am not thinking it up while I am actually doing the painting. A certain spontaneity is lost. Drawing has more interesting traces…”

 

Roy Lichtenstein

 

 

Roy Lichtenstein: la vita

 

Nasce a New York il 27 ottobre 1923 da una famiglia ebraica appartenente alla classe media. Fin da giovane s’interessa al disegno e alla musica. Frequenta l’Art Students League di New York e poi l’Università dell’Ohio. Dopo la laurea prende la specializzazione in Belle Arti.

 

Dopo la parentesi della Seconda Guerra Mondiale, che lo vede servire la patria come tecnico, arriva la sua prima personale; nel 1951 alla Carlebach Gallery di New York. Sviluppa intanto un senso della grafica come designer e decoratore. Poco dopo, nel 1957, viene chiamato a insegnare alla New York State University.

 

È in questi anni che comincia a sviluppare il suo inconfondibile stile grafico attraverso l’inserimento di personaggi provenienti dal mondo del fumetto e l’utilizzo del punto Benday che diventerà il suo marchio di fabbrica.

 

Gli anni seguenti lo vedono protagonista della scena artistica mondiale con esposizioni consecutive alla Biennale di Venezia alla fine degli anni ’60, a Parigi, New York e altre capitali del pianeta.

 

Roy Lichtenstein muore a New York il 29 settembre del 1997.

 

 

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