La pipa, la mela, lo specchio: Magritte, l’arte attraverso il sogno

19 Novembre 2014 | commenti: 0
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“Quando la gente cerca di trovare significati simbolici in ciò che dipingo, cerca qualcosa di sicuro su cui aggrapparsi, per difendersi dal vuoto…. Un’istante di panico è quello che mi fa rientrare in me stesso. Questi sono gli istanti privilegiati che trascendono la mediocrità.”
René Magritte

 

 

 

Magritte nasce a Lessines (Belgio) il 21 Novembre del 1898.

 

Il padre Léopard era un mercante e spesso la famiglia è costretta a trasferirsi: nel 1910 sono a Châtelet. Qui, a tredici anni Magritte vive uno shock che lo accompagnerà per tutta la vita: vede recuperare dal fiume Sambre il cadavere della madre, morta suicida, coperta dalla camicia da notte, avvolta intorno alla testa. Questo fatto rimarrà particolarmente impresso in alcuni dipinti, come “L’histoire centrale” e “Les amantes”.

 

Con il padre e i due fratelli si trasferisce nuovamente, questa volta a Charleroi, per allontanare il dolore della tragedia. Dopo gli studi classici Magritte volge i suoi interessi alla pittura. Nel 1916 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles, dove la famiglia si trasferisce due anni più tardi.

 

Sposa Georgette Berger nel 1922, conosciuta dall’età di quindici anni. Intanto inizia a lavorare come grafico, principalmente nel design di carta da parati.

 

I suoi inizi di pittore si muovono nell’ambito delle avanguardie del Novecento, assimilando influenze dal cubismo e dal futurismo. Secondo quanto affermato da lui stesso in un suo scritto, la svolta surrealista avviene con la scoperta dell’opera di Giorgio De Chirico, dalla quale viene profondamente colpito, in particolare dalla visione del quadro “Canto d’amore”, dove compare sul lato di un edificio la testa enorme di una statua greca ed un gigantesco guanto di lattice.

 

 

Il Periodo Surrealista

 

High-Museum-quality-Rene-font-b-Magritte-b-font-hand-made-oil-font-b-paintings-bAl 1925 risale l’entrata di Magritte nel periodo surrealista, con l’adesione al gruppo surrealista di Bruxelles, composto da Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé; dipinge Le Jockey perdu, il primo quadro surrealista, mentre lavora a diversi disegni pubblicitari.

 

Un anno dopo prende contatto con André Breton, leader del movimento surrealista, e nel 1927 si tiene la sua prima mostra personale, presso la galleria Le Centaure di Bruxelles. Qui Magritte espone 61 opere.

 

Successivamente, nel 1928, si trasferisce con la moglie a Perreux-sur-Marne, nei pressi di Parigi. Nel 1940, per timore dell’occupazione tedesca, si spostano nel sud della Francia a Carcassonne. Questi sono gli anni in cui sperimenta un nuovo stile pittorico, detto alla Renoir o solare, che porterà avanti fino al 1947.

 

Inizia poi il periodo vache, una sorta di parodia del fauvismo.

 

Dopo un ultimo, lungo viaggio avvenuto nel 1966 che lo vede spostarsi fra Cannes, Montecatini e Milano, René Magritte muore il 15 agosto 1967 a Bruxelles nella sua casa di rue des Mimosas, dopo un breve periodo in ospedale. Poco prima della morte, in Italia, si era recato inoltre in una fonderia vicino a Verona, dove aveva preparato la cera per otto sue sculture, delle quali però non avrebbe mai visto la tiratura.

 

 

Curiosità

 

the-liberator-1947(1)René Magritte è detto anche le saboteur tranquille per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il Mistero. Insieme a Paul Delvaux è oggi considerato il maggiore esponente del Surrealismo in Belgio e uno dei più originali esponenti europei dell’intero movimento.

 

Le tele di René Magritte sono celebri quanto misteriose : pensiamo ad esempio al disegno di una pipa, dove c’è scritto ‘non è una pipa’, al cielo azzurro e nuvole bianche che dominano un paesaggio notturno, a una locomotiva che nasce da un camino, a un paio di scarpe che si tramutano nelle dita di un piede, ad una nuvola fatta da un enorme masso di pietra.

 

Chi è il vero Magritte? Il personaggio borghese che è stato nella sua vita, o il rivoluzionario visionario che è stato nelle sue opere? Di quale realtà magica ci parla Magritte, quali sono i misteri della vita che ci vuole comunicare? Le sue opere, che giocano sul senso delle cose, utilizzando accostamenti inconsueti e deformazioni irreali, sono ancora al centro della curiosità di moltissimi appassionati e forse la sua opera rimane attuale proprio perché non è semplice darsi delle risposte a queste domande. «Il faut que la peinture serve à autre chose qu’à la peinture» amava ripetere l’artista. Forse per lui la pittura era semplicemente una poesia.

 

Il Museo Magritte è situato nella casa abitata dal pittore a Jette, dal 1930 al 1954. C’è poi una Fondazione, creata per iniziativa di Charly Herscovici dal 1998, che organizza numerose esposizioni nel mondo.

 

 

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