Il CNR svela i segreti e i misteri dell’Alchimia di Pollock

25 febbraio 2015 | commenti: 2
facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

pollock-alchemy

Il titolo suggerisce tutta la complessità stessa dell’opera: Alchimia. 

 

Realizzata da Jackson Pollock nel 1947 con la rivoluzionaria tecnica del dripping (facendo sgocciolare il colore sulla tela distesa per terra), è una stratificazione di colori e materiali differenti che hanno necessitato di un delicato intervento conservativo. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha eseguito una serie di indagini scientifiche fondamentali per procedere al restauro, i cui risultati sono illustrati nell’ambito della mostra Alchimia di Jackson Pollock. Viaggio all’interno della materia, aperta dal 14 febbraio fino al 6 aprile a Venezia, presso la Collezione Guggenheim di cui il capolavoro fa parte.

 
Il Molab-Cnr, Laboratorio mobile per indagini non invasive sulle opere d’arte costituito da Istituto di scienze e tecnologie molecolari, Istituto nazionale di ottica e del Centro SMAArt di Perugia, ha messo in campo metodologie ottiche che hanno permesso di acquisire informazioni preziose sulla distribuzione dei materiali e sulla tecnica pittorica utilizzata dall’artista.

 

pollock_5Riguardo allo stato di conservazione, la pittura presentava depositi di pulviscolo atmosferico e composti indotti dal degrado chimico di alcune componenti originali, mentre la tela evidenziava deformazioni indotte dal carico del materiale pittorico. Si deve invece al Visual computing lab dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione (Isti-Cnr) di Pisa il modello tridimensionale di Alchemy. “Composto da 80 milioni di triangoli, è stato prodotto e arricchito integrando i dati geometrici con riprese mediante scanner multispettrale”, spiega Roberto Scopigno dell’Isti-Cnr. “Inoltre abbiamo messo a punto un software per la visualizzazione interattiva, che permette di ingrandire i particolari dell’opera, modificare l’illuminazione o eliminare il colore per esaltare le caratteristiche geometriche della superficie pittorica”.

 

Elemento integrante della mostra, il video prodotto dalla web tv del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ripropone le fasi salienti del progetto conservativo dedicato ad Alchemy. Il documentario integra frammenti di un’intervista a Peggy Guggenheim, nel quale la mecenate e collezionista spiega come scoprì il talento di Pollock, con foto storiche, immagini che documentano le indagini del Molab a Venezia e del restauro presso l’Opificio delle pietre dure di Firenze e testimonianze degli operatori.

 

2 commenti

  • Elisa Zilli ha detto:

    DAVVERO MOLTO INTERESSANTE! Sono un’appassionata di arte moderna/astratta e Pollock è tra i miei preferiti. Anch’io dipingo per passione e nel tempo libero mi cimento in lavori astratti e informali. Grazie per questo documento! Elisa

    • superadministrator ha detto:

      Ciao Elisa e grazie a te del gentile commento. Buona giornata, a presto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *