Drawing Patagonia

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” Saprai perdonare il mio inverno lunghissimo?

L’ultimo piano. L’ultimo posto. L’ultima incertezza.

L’ultimo istante.

L’ultimo sogno.

No, no, non l’ultimo.

Nuovi giorni.

 

Nel 2009 un volo diretto mi portava da Roma a Buenos Aires, per proseguire poi per la penisola Valdez e quindi verso sud, nella Patagonia argentina e cilena.

Drawing Patagonia è il racconto di questo viaggio.

Alcuni viaggi, come alcune partenze, non hanno un vero inizio e non hanno una vera fine.

C’è il viaggio prima del viaggio, c’è il viaggio durante il viaggio, c’è il viaggio dopo il viaggio.

Il “prima“ del viaggio è sempre costellato di domande e dubbi. Perché  lo stiamo facendo? Perché siamo in partenza ancora una volta?

Ogni dubbio è una zona di confine.

E quale sottile confine c’è tra il viaggiare per scomparire a se e agli altri o, al contrario, per ritrovarsi? Qual’è il confine tra il viaggio fatto per dare più consistenza alle nostre certezze o, al contrario, per metterle in crisi affinché ci sia spazio per nuove rivelazioni?

 

Nel tempo “durante“ il viaggio, spesso la vita ti appare fragile, inconsistente, labile ma anche bellissima.

Durante il viaggio, mentre vivi e attraversi luoghi e persone, spesso sei così stanco e disperato che vuoi solo arrivare al domani, altre volte senti di voler arrivare alle stelle.

Nel viaggio “dopo“ il viaggio ritrovi improvvisamente immagini, suoni e odori, e la memoria ti porta nostalgie che ti si attaccano nello stesso modo in cui la ruggine aggredisce il ferro. Certe malinconie, un certo vuoto, certe insofferenze – in realtà mai del tutto motivate – si alternano a momenti di pace e gioia immani, che non richiedono alcuna spiegazione – e che sono anche queste non realmente motivate.

Ci sono infiniti modi di raccontare un viaggio. Io ho scelto e provo a farlo con gli strumenti della mia quotidianità e del mio lavoro: disegni, sketch, foto, pensieri; linguaggi che mescolati insieme riempiono le pagine di block notes durante i lunghi spostamenti da una destinazione all’altra. Un flusso spontaneo, emotivo, ma non privo di fatica.

In questo viaggio, come nella vita, le mie sensazioni sono state costanti e continue. A volte estremamente chiare, a volte oscure e incomprensibili, in quel misto di felicità e tormento di cui non riesco a liberarmi.

Odio una certa retorica che c’è nel presupposto che viaggiare è sempre positivo.

Chi viaggia fa molti errori, esattamente come chi vive molto.

A mia discolpa posso dire che ho sempre cercato di trovare una luce nel buio, e ho sempre cercato di guardare le cose con rinnovato stupore e con commozione.”

Questa è l’introduzione di Drawing Patagonia, la storia di un viaggio raccontata in una Graphic Novel tra disegni e foto

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010

Drawing Patagonia 2010