Ceramica figurativa

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Uomodonna, 2000

Uomodonna, 2000

Ciotola ceramica, diametro 40 cm

Ciotola ceramica, diametro 40 cm

Autunno, 2000

Autunno, 2000

Ciotole, 2012

Ciotole, 2012

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L'occhio, 2000

L’occhio, 2000

Maiale, facocero, 2001

Maiale, facocero, 2001

Gente, 2000

Gente, 2000

Autunno, 2000

Autunno, 2000

Gatto, pinguino 2001

Gatto, pinguino 2001

Incontri, 2000

Incontri, 2000

Uomodonna, 2000

Uomodonna, 2000

Cappuccetto, 20013

Cappuccetto, 20013

L'occhio, 2000

L’occhio, 2000

Giara, 2000

Giara, 2000

Anatomie , 1999

Anatomie , 1999

Cappuccetto, 20013

Cappuccetto, 20013

Giara, 2000

Giara, 2000

Cane pazzo, topo, rino, 2001

Cane pazzo, topo, rino, 2001

Quando mi sono avvicinato alla ceramica nella prima metà degli anni ’90, vedevo in questo nuovo materiale solo la possibilità di applicare a questo una esperienza legata al figurativo. Grandi vasi, grandi piatti o ciotole o mattonelle erano superfici su cui dipingere figure, corpi, paesaggi.

Mi interessava la ceramica come superficie, non tanto come forma.

Solo in un secondo momento ho sentito la necessità di entrare di più nella materia, di lasciare andare mani e mente nel corpo morbido dell’argilla, di manipolare, scavare e infine provare a cercare una forma.

Ma la passione di dipingere la ceramica è rimasta, anche se attraverso strade e percorsi nuovi.

Entusiasmante è stato studiare la ceramica di Picasso; quel suo modo allegro, appassionato e originalissimo di affrontare questo materiale.

Ho apprezzato quel suo modo poco tecnico di affrontare la ceramica, quella tecnica in cui spesso molti autori si perdono e compiacciono.

Picasso vedeva un animale, un toro, una colomba, in ciò che gli altri avevano visto fino ad allora solo come un vaso o un contenitore.

Le sue pennellate appassionate e libere, quel suo modo di giocare con la materia, quei vasi che diventavano corpi, civette, volti , pesci.

Trasformare le cose, rifare le cose, ricreare il mondo.